Le tasse
- Il 26% si paga sul guadagno, non sul capitale; sui titoli di Stato è il 12,5%.
- Amministrato o dichiarativo cambia quando e da chi esce l’imposta.
- Con un conto estero si aggiungono IVAFE e quadro RW.
Due persone possono avere lo stesso fondo e non gli stessi euro in tasca lo stesso giorno. Una lo tiene in amministrato: l’intermediario calcola il guadagno, trattiene l’imposta e la versa. L’altra lo tiene in dichiarativo: i soldi del guadagno restano sul conto, e l’imposta si paga con la dichiarazione dei redditi, sui numeri del report. Non è una più seria dell’altra: è un momento diverso in cui esce l’imposta. Il regime non è, di per sé, un motivo per scegliere o scartare un conto.
| Amministrato | Dichiarativo | |
|---|---|---|
| Chi calcola | L’intermediario | Tu, con il report |
| Quando esce l’imposta | Alla vendita | Con la dichiarazione |
| Cosa vedi sul conto | Il netto | Il guadagno intero, fino alla dichiarazione |
| Imposta sul valore del dossier | Bollo 0,20% (calcolato dalla banca) | IVAFE 0,20% (la paghi tu) e quadro RW |
Il 26% si applica al guadagno su azioni e fondi, non al capitale. Compri a 1.000, vendi a 1.100: l’imposta è su 100, cioè 26 euro. Sui titoli di Stato italiani (e dei paesi della white list) il guadagno paga il 12,5%. Negli ETF obbligazionari che contengono titoli di Stato della white list, una parte del guadagno viene tassata al 12,5%, in proporzione.
Sul dossier, ogni anno, c’è il bollo dello 0,20% sul valore, anche in un anno negativo. Chi ha un conto con sede all’estero paga al suo posto l’IVAFE, sempre allo 0,20%, e deve compilare il quadro RW anche senza vendere nulla. Il bollo e l’IVAFE sono diversi nel nome e nella gestione, simili come misura.
Esempio: 10.000 euro al 5% lordo per 10 anni diventano circa 16.289 euro. Il guadagno è 6.289. L’imposta al 26% è circa 1.635 euro. Il netto è circa 14.654 euro, cioè un rendimento di circa 3,9% l’anno, prima del bollo. A questo si aggiunge lo 0,20% l’anno sul valore (circa 20–30 euro). Un 5% azionario, dopo il 26%, vale intorno al 3,7–3,9%. Il piano si giudica sul netto, non sul lordo del grafico.
C’è una cosa che molti scoprono tardi. Sugli ETF armonizzati la plusvalenza è un reddito di capitale, la minusvalenza è un reddito diverso. Non si compensano tra loro. Una perdita su un fondo non abbassa il guadagno su un altro fondo, nel modo in cui ci si aspetterebbe da un’azione. Le minusvalenze (redditi diversi) si possono riportare per i quattro anni successivi e compensare plusvalenze della stessa natura, per esempio quelle su azioni singole.
| Plusvalenza | Minusvalenza | |
|---|---|---|
| ETF armonizzato | Reddito di capitale | Reddito diverso |
| Azione singola | Reddito diverso | Reddito diverso |
| Si compensano tra loro? | ETF con ETF: no | Azione con azione: sì |
Se hai conti in dichiarativo, il report del broker serve al commercialista o al CAF. Non si ricostruisce a memoria.
Gli errori più comuni
- Giudicare il piano sul lordo del grafico.
- Dimenticare IVAFE e quadro RW con un broker estero.
- Contare di compensare una perdita su un ETF con il guadagno su un altro ETF.
In una frase: l’imposta è sul guadagno (26%, 12,5% per i titoli di Stato), e il regime decide solo quando e da chi viene pagata.